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PERCORSI NATURALISTICI DEL PARCO REGIONALE DELLO STIRONE E DEL PIACENZIANO

Gropparello, Lugagnano, Vigoleno
Descrizione
Il Parco, nel suo attuale assetto, è nato alla fine del 2011, dall'unione tra il Parco Regionale Fluviale dello Stirone e la Riserva Naturale Geologica del Piacenziano.
L'intero Parco riveste una straordinaria importanza dal punto di vista paleontologico, grazie alla notevole presenza di reperti fossiliferi dell'era Terziaria e Quaternaria, portati alla luce da processi erosivi, che lo hanno reso noto al mondo scientifico internazionale.
Telefono
+39.0524.581139
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Dettaglio itinerario
PERCORSI NATURALISTICI NELL'AREA PIACENZIANO:

Sentiero del Monte Giogo (Lugagnano V.A.)

Tempo di percorrenza: 3 ore
Difficoltà: L'itinerario è di facile percorribilità, anche se nella parte iniziale si deve superare un dislivello di circa 200 metri fino ad arrivare alla zona della Croce. Lungo il sentiero non ci sono punti acqua.
Per quanto semplice, la salita al monte và fatta con calma (soprattutto nei caldi mesi estivi) e assaporata con frequenti soste che ci consentano di ammirare gli scorci panoramici che via via si aprono oltre ai preziosi vigneti dalle cui uve hanno origine i vini Gutturnio e Monterosso D.O.C. Alla nostra destra ci accompagna lo spettacolare anfiteatro calanchivo di Monte Giogo, un'imponente parete incisa in sedimenti marini pliocenici da cui emergono sottili e aride creste argillose dal profilo seghettato intervallate da profonde incisioni fittamente boscate.
 
Sentiero del Monte La Ciocca (Vernasca)
Tempo di percorrenza: circa 1 ora e 45 minuti (andata e ritorno)
Nel suo tratto iniziale il sentiero si interpone tra un boschetto ripariale costituito da pioppi, olmi, salici, robinie e farnie tra le cui chiome non è raro osservare la frenetica attività di scoiattoli e picchi (verdi e rossi), ed un fitto ed intricato arbusteto arido dove tra pruni e rovi spinosi si muovono con disinvoltura il moscardino (un piccolo roditore dal musetto accattivante) ed una miriade di animali di piccole dimensioni (scricciolo, pettirosso...).
 
Sentiero del Rio Carbonaro (Lugagnano V.A.)
Tempo di percorrenza: 2 ore
Difficoltà: L'itinerario base è semplice ma a tratti fangoso in occasione dei periodi più piovosi, per cui si consiglia l'uso di scarponcini da trekking. Il percorso è in parte attrezzato per la fruizione da parte di persone con ridotta mobilità. Lungo il percorso non esistono punti per rifornirsi di acqua potabile.
Oltrepassate Case Cancellieri si imbocca, dopo circa 100 metri, la prima carrareccia sulla destra e la si risale fino a superare un piccolo rio oltre il quale si devia, a destra, per la cavedagna che conduce all'inizio del sentiero attrezzato. Lasciata alle nostre spalle l'imponente parete sabbiosa incisa sul versante opposto della Val Chero (Zona n.2), ci si addentra nella vallecola del Rio Carbonaro dove incontriamo subito una piccola macchia di ontani ai cui piedi prolifera una vegetazione igrofila costituita da carici, giunchi, cannucce ed equiseti i cui fusti possono raggiungere i 140 cm di
 
Sentiero del Rio Rosello (Gropparello)
Tempo di percorrenza: 1 ore 30 minuti
Lunghezza: 1 km
Difficoltà: Il sentiero è lungo circa 1 km ed è di facile percorribilità; la prima parte si sviluppa lungo una carrareccia mentre il ritorno attraversa più volte il rio Rosello, è quindi consigliabile l'uso di scarponcini da trekking o di stivali di gomma nei periodi più piovosi. Lungo il percorso non esiste la possibilità di rifornirsi d'acqua per cui è opportuno prevedere per tempo.
Lasciata l'auto e attraversate Case Badini si apre davanti a noi un gradevole panorama dove coesistono ambienti rurali modellati dal lavoro dell'uomo con ambienti naturali. Sul lato destro del sentiero si snoda una lunga siepe di biancospini, sanguinelli, rovi, pruni, rose canine... in cui si trovano nutrimento e rifugio uccelli passeriformi, piccoli mammiferi, il timido saettone e l'imprevedibile biacco, innocui serpenti.
 
Sentiero del Rio Stramonte (Lugagnano)
Tempo di percorrenza: 1 ore 30 minuti
Difficoltà: L'itinerario è semplice, anche se con pendenze talora accentuate nell'area boscosa che conduce al calanco, ed è in parte fangoso ne periodi più piovosi. Come calzature si consiglia l'uso di scarponcini da trekking. La salita verso l'area calanchiva deve avvenire nei periodi più asciutti (tarda primavera - inizio autunno) quando di norma non si innescano crolli nelle pareti.
Lasciata l'auto e presa visione del pannello didattico con alcune nozioni sull'area protetta si imbocca la carrareccia sulla destra che sale tra arbusti e roverelle sino a raggiungere alcuni vigneti di crinale da cui si gode una bella vista sulla Val Chiavenna, sull'area calanchiva di Diolo e sul Monte Giogo (a Est). Osservando il terreno lungo la carrareccia e ai margini delle viti, sorprende la quantità di conchiglie fossili che vi affiorano e che rivelano quale tesoro si celi sotto ai nostri piedi.
 
Sentiero del Torrente Arda (Castell'Arquato)
Tempo di percorrenza: 2 ore 30 minuti
Lunghezza: 2 km
Difficoltà: L'itinerario ha una lunghezza di circa di 2 km, è pianeggiante e di facile percorrenza. Il percorso si sviluppa per lo più nella parte alta della sponda destra e solo per brevi tratti scende nell'alveo del torrente. Si consiglia l'uso di scarponcini da trekking o di stivali di gomma per muoversi più liberamente lungo l'alveo.
Imboccata la carrareccia si devia in breve a destra lasciando alle nostre spalle il ponte di Castell'Arquato. Lungo il sentiero si intravedono tra le piante alcune "burghe", vecchie difese spondali costituite da gabbie di metallo riempite di sassi che fino a poche decine di anni fa delimitavano il corso del torrente quando scorreva a questa quota. La vegetazione che qui si incontra è di tipo ripariale (salici e pioppi), ma a causa dell'abbassamento della falda acquifera e dell'intervento umano, ad essa si associano specie tipiche di ambiente arido (ginestra e roverella) e specie alloctone quali Robinia pseudoacacia, originaria del Nord America, e Ailanthus altissima, originaria dell'Asia centrale.

PERCORSI NATURALISTICI NELL'AREA DELLO STIRONE

Sentiero Pietra Nera – San Genesio (Vigoleno)
Tempo di percorrenza: 2 ore 30 minuti
Lunghezza: 3 km
Dislivello: semplice; percorso in piano con una breve salita per Pietra Nera
Passeggiata tra natura e storia
Parcheggiata l'automobile nei pressi di Pietra Nera, un'ofiolite dal tipico colore scuro che spicca per la sua posizione isolata, si sale dapprima al laghetto artificiale, per poi arrivare in cima allo sperone roccioso tramite un sentiero breve e ripido che passa attraverso un ambiente caratterizzato da piante tipiche di ambienti aridi e assolati.
Arrivati sulla sommità si può osservare tutta la valle dello Stirone e sul versante opposto il borgo di Vigoleno. Ridiscesi lungo lo stesso percorso si raggiunge la strada statale e oltrepassando il ponte sullo Stirone, che separa la provincia di Parma da quella di Piacenza, si gira a destra per attraversare l'abitato di Case Trabucchi, località caratterizzata da tipiche costruzioni di tipo rurale. Lasciato il borgo si cammina sulla strada principale per poi imboccare il sentiero verso il torrente sulla destra. Percorsi circa 500 metri si arriva all'area attrezzata "Trabucchi", provvista di tavoli, panche e barbecue e caratterizzata da un percorso ad anello in legno per persone diversamente abili. L'area circostante la zona è molto importante per il Parco in quanto vi sono presenti numerose specie di flora protetta, quali soprattutto orchidee.
Tornati sulla strada principale si supera il limitrofo campo da calcio, da cui riparte il sentiero che per circa 600 metri si inoltra nuovamente attraverso il bosco ripariale e le radure, per poi costeggiare un intervento di forestazione naturalistica realizzato dal Parco.
Proseguendo si arriva all'oratorio di San Genesio, piccola pieve in stile romanico del XII secolo, vicino alla quale si possono ammirare alcune roverelle di notevoli dimensioni.
Il ritorno è sulla strada principale e permette di ammirare da una parte il bosco ripariale di salici e di pioppi, che corre parallelo al torrente, e dall'altra parte le colline piacentine, ricoperte dai vigneti per la produzione dei vini DOC locali. Sulla destra il paesaggio rurale è interrotto dai calanchi, morfologie tipiche di terreni argillosi, che si presentano come un complesso intreccio di solchi divisi tra loro da ripidi versanti spesso denudati e soggetti a erosione. Tali formazioni in primavera assumono un aspetto particolare per la fioritura della Ginestra, della Rosa selvatica, del Prugnolo e del Sanguinello. Questa è anche la zona degli uccelli rapaci (gheppi e poiane), di alcuni rettili (lucertole e serpenti), ma anche di lepri, ricci, faine, topi selvatici e rospi. La presenza di una notevole biodiversità è sicuramente dovuta, oltre che alla varietà del paesaggio, anche alle numerosi siepi di alberi e di arbusti autoctoni, che ancora oggi dividono le varie proprietà dei contadini.
Data di aggiornamento
Mercoledì, 06 Settembre 2017
Informazioni a cura dei Servizi di Informazione e Accoglienza Turistica dei Comuni di Bobbio, Borgonovo V.T., Castell'Arquato, Piacenza e Vigolzone